domenica 24 luglio 2011

Giorno 4: Strasburgo

Arriviamo a Strasburgo dopo 6,5 ore di viaggio in bus. La stanchezza impera, ma il tempo almeno è decente, c'è il sole ma la temperatura è tendente al freddo. Ad attenderci un certo numero di famiglie ospitanti. Per esperienza in questo tipo di cose, non appena si arriva si viene subito messi in contatto con la propria famiglia. Non in questo caso. Per molto, troppo tempo, (circa 1 ora) siamo stati a guardarci negli occhi senza sapere cosa fare e/o che cosa dire e/o a chi rivolgersi. A mitigare  l'attesa un rinfresco di cui non ho usufruito, causa tramezzino becero e multiplo divorato in autogrill.
Non deve allora stupirsi la direttrice se un gruppo di cinesi, stanco di non sapere cosa fare, e particolarmente curioso, trova su un tavolo una lista con i nomi delle famiglie e, pensando non sia "classified", inizia a sfogliarlo; hanno fatto più che bene, dato che dopo aver pagato oltre 3 testoni era loro diritto almeno sapere a chi rivolgersi. E la sua ramanzina ("io non vado a frugare nelle vostre valigie") e i suoi modi finto-cortesi se li poteva pure risparmiare.
L'appartamento in cui mi trovo si affaccia sul Consiglio d'Europa.


 E' molto bello, datato ma ricco di charme e tipicamente francese. Il cibo è di alto livello, la famiglia molto cortese, e non posso che essere contento, date le mie passate esperienze estere. Dopo anni di famiglie munite di felino, questa volta abbiamo il cane. Si chiama Dieci. Come il numero. Ma è la classica bestiola dal pelo Mocho-Vileda che chiamerei "Charlie".

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