domenica 31 luglio 2011

Giorno 10 + Recensione film: L'art de seduir (2011, France)

Dopo una settimana alla scuola di lingua, si possono già tirare alcune conclusioni. I corsi sono ben fatti, c'è qualche compito a casa da fare ma il tutto è molto interessante e sono tornato volentieri a fare i compiti, proprio come quando ero a scuola. Sono nella classe di livello più elevato, perciò è ovvio che gli esercizi di comprensione sia scritta, sia orale, siano di livello bastardo. Tuttavia, capisco veramente molto (90%) di quello che dicono e sto facendo buoni progressi. Le prove quotidiane consistono nel parlare di temi di attualità, storia, cultura, nonché di ascoltare canzoni e buttare giù i testi all'impronta. Non è facilissimo, ma si fa. Si ride un sacco, questo sì. Ho conosciuto tante persone (prevalentemente europee, ma anche americane, messicane, e giapponesi), e durante la settimana siamo usciti insieme un paio di volte. L'atmosfera è bella, rilassata, e Strasburgo sa essere magica e affascinante senza il minimo problema.
Praticamente ogni giorno testo mezzo litro di birra, di tutti i tipi. La Brasserie Artisanale ne produce di 5 gusti diversi, e ogni volta è un piacere sedersi al tavolo, pagare i 5 euri e rilassarsi.
Oggi sono stato al cinema con un gruppetto di amiche a vedere il classico film french-cagata: L'art de seduir.
Se i risultati in lingua originale sono quelli a cui abbiamo assistito questo pomeriggio, non oso immaginare quando il film sarà doppiato in italiano cosa ne verrà fuori. La storia, completamente fuori dai coppi, è quella di uno psicanalista fotografo di pesci morti (non scherzo) che trova difficoltà a dichiararsi a una sua paziente. Comincia, allora, a prendere lezioni da un draguer di professione, con risultati che dovrebbero essere esilaranti, ma fanno a malapena sorridere. La recitazione, nonostante tutto, non è malvagia, ma i troppi clichet arcinoti e la presenza inspiegabile di questi pesciazzi che nuotano dappertutto rendono il film grottesco e sciupato. Peccato veramente, perchè si poteva fare molto di meno, ma molto meglio.

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